Gran Premio di Monaco, questione di pole
Gran parte dei giochi saràfatta sabato, nei venti muniti decisivi delle qualificazioni: ne sono convinti i piloti, Michael Schumacher e Fernando Alonso in testa, consapevoli del fatto che se su altri circuiti i sorpassi sono ormai una rarità, a Monaco risultano di fatto impossibili. Così, tutto si giocheràsulla conquista delle prime file dello schieramento e sulla tattica, che consentiràdi guadagnare qualche posizione mentre gli avversari sono ai box. Doppiati permettendo, perché chi resta in pista più a lungo buttandosi a caccia dei tempi record deve comunque fare i conti col traffico e col rischio d’imbattersi in vetture più lente nei punti critici del tracciato.
Ma forse è proprio questo il fascino di Montecarlo. Sulla carta, la gara potrebbe essere favorevole alla Renault, che qui ha permesso anche a Jarno Trulli di vincere e che gode di un buono scatto in partenza. Ma Schumacher si sente tutt’altro che sconfitto in partenza e si dichiara pronto a riscattare la sconfitta di Barcellona; il Mondiale, del resto, sembra un affare riservato a lui e Alonso e, a meno di sorprese clamorose, siamo sicuri che dalla roulette monegasca usciranno il rosso o l’azzurro. Tutti gli altri sono destinati a fare da comprimari, a partire dalla Toyota, che schiereràla nuova versione della “TF106″, sinora apparsa ben poco competitiva, e dalla McLaren-Mercedes, ormai palesemente in affanno.
Il tracciato. Monaco è la gara in cui l’acceleratore resta aperto completamente per il minor tempo complessivo: solo per il 41% di un giro; il tratto più lungo supera a malapena i 500 metri. Le velocitàraggiunte sono relativamente basse: conta più il carico aerodinamico dell’efficienza ed è essenziale avere una buona trazione in uscita di curva. Anche per la messa a punto dei motori, i tecnici privilegiano la guidabilitàalla potenza massima.
Il GP in tv.
Giovedì 25 maggio: prove libere
Sabato 27 maggio: qualifiche (ore 14, RaiDue)
Domenica 28 maggio: gara (ore 14, RaiUno)
[Via Quattroruote]
da Simone
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